I laboratori, per me, non sono il luogo in cui si trasferiscono competenze già definite, ma uno spazio di incontro e di pratica. È il momento in cui il teatro smette di essere qualcosa da osservare e diventa un’esperienza da attraversare.
Nel lavoro con gruppi di età diverse cerco di creare contesti in cui il corpo, il gioco e l’ascolto aprano possibilità espressive, senza modelli da imitare e senza forme da raggiungere. La formazione è un processo artigianale: si costruisce nel tempo, si adatta alle persone, cambia ogni volta.
Trasmettere significa condividere strumenti, ma anche dubbi, tentativi, errori. È un modo per avvicinare al teatro come spazio vivo, mobile, in cui mettersi in gioco e scoprire nuove modalità di relazione con sé e con gli altri.
Lavoro in collaborazione con gruppi informali e aziende, in contesti educativi, culturali e professionali, progettando percorsi su misura a partire dalle esigenze reali.